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COMUNICATI STAMPA : Alcune considerazioni sulla proposta di nuova legge elettorale.
Inviato da admin su 12/10/2005 17:51:36 (2192 letture)

La volontà della casa delle libertà di cambiare l'attuale legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni ha generato molte polemiche ma ha avuto sicuramente il pregio di riaprire il dibattito su una legge che personalmente considero pessima.
Sicuramente non posso non contestare il metodo seguito.
E' infatti assolutamente sbagliato cambiare una legge frutto di un referendum vinto addirittura con l'83% dei voti senza dare l'opportunità ai promotori di quel referendum ,o a nuovi soggetti, di raccogliere le firme e chiedere una nuova consultazione popolare. Infatti se venisse approvata in questi giorni la legge elettorale voluta dalla Casa delle libertà mancherebbero i tempi tecnici per il nuovo referendum e si costringerebbe gli italiani a votare con un sistema diverso da quello indicato nel '93.


Per noi la democrazia è e deve essere un valore fondante del vivere civile del nostro Paese e mi domando come sia possibile affermare questo concetto se il volere degli italiani viene sempre tenuto in scarsissima considerazione.
Come possiamo chiedere agli italiani che vadano a votare per i referendum se le loro scelte non servono a nulla come dimostrato anche dall'altro referendum sul finanziamento pubblico ai partiti? Una nuova legge elettorale in questi termini sarebbe il classico colpo basso inferto da un pugile scorretto che ambisce a confrontarsi con un “avversario”, (costituito dai votanti al referendum del 93) con le mani legate.
Altro problema importante è sicuramente la credibilità di un provvedimento. La legge elettorale e tutta la discussione necessaria può essere credibile solo a distanza di qualche anno dalle elezioni, perché chi la deve votare non deve essere condizionato dal proprio immediato interesse elettorale. Una legge fatta a bocce ferme con una situazione elettorale che potrebbe evolvere in qualsiasi modo permette di elaborare buone leggi, una legge elettorale fatta a pochi mesi dal voto risente pesantemente dell'interesse dei singoli parlamentari.
Per quanto riguarda invece il merito della questione, ovvero proporzionale si, proporzionale no, io partirei da un bilancio sui pregi e difetti palesati dall'attuale legge maggioritaria.
Un vantaggio indubbio del maggioritario sembrerebbe essere una migliore governabilità e governi mediamente più duraturi. Uno svantaggio evidente invece si è palesato in occasione di una legge molto controversa e senza alcun impatto sulle attività di governo del paese come la legge sulla fecondazione assistita dove è risultata evidente la lontananza del parlamentare dal suo elettore. Altro dettaglio assolutamente significativo è l'assoluta impossibilità per il cittadino di eleggere il deputato. Attualmente la lotta non è per essere eletto ma per essere candidato dal proprio partito in un collegio elettorale, specie se si tratta di un collegio blindato, ovvero dove è praticamente certa l'elezione. Abbiamo visto spessissimo candidati parlamentari completamente estranei al territorio che li dovrebbe eleggere.
Personalmente tra i tantissimi sistemi elettorali diversi sperimentati in Italia in questo decennio credo che il più adatto al nostro paese sia quello relativo all'elezione dei sindaci. Il ballottaggio permette di avere più candidati premier e quindi una specie di primarie senza l'incognita degli infiltrati, i ribaltoni non sono possibili e quindi la governabilità è assicurata, gli eletti col sistema proporzionale sono molto prossimi alle idee degli elettori che li hanno votati e gli elettori potranno scegliere il loro candidato fra i tanti che si presentano.
Peccato che l'attuale proposta della casa delle libertà non accolga questo modello vincente ma si balocchi con improbabili alchimie.

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