Dopo tanto parlare siamo al dunque, il Ministero delle Comunicazioni sta per far partire la sperimentazione del protocollo ENUM per la numerazione italiana (+39) .
L'importanza di questo protocollo sfugge probabilmente ai non addetti ai lavori, ma la si può facilmente intuire considerando che, sinora, si sono affermate due modalità di indirizzamento, diverse e non comunicanti: il DNS che permette di individuare qualsiasi risorsa presente su Internet, come un sito web, un indirizzo di posta ecc... ed il piano di numerazione mondiale, che permette di associare un numero telefonico ad un apparecchio
telefonico, facendo sì che chiunque possa raggiungere telefonicamente una persona, digitando unicamente una sequenza di numeri.
Il protocollo ENUM permette a questi due mondi di comunicare, facendo sì che un pc connesso ad internet sia raggiungibile anche tramite un numero telefonico.
Uno dei proverbi più conosciuti è il famoso "un colpo al cerchio ed uno
alla botte". La sua interpretazione può spaziare da interpretazioni negative, (il cerchiobottismo), ad altre più positive, tutte però richiamano la necessità di tenere presenti le esigenze di ogni soggetto
coinvolto e non solo quelle di una parte.
Non si capisce per quale motivo, ma quando si parla di cinema e Internet questo proverbio non viene mai applicato.
In questo dramma i ruoli sono statici e inamovibili. Il cinema è sempre la povera vittima da salvare e Internet è sempre "o' malamente" da punire o da spremere o entrambe le cose a seconda delle occasioni.
La volontà della casa delle libertà di cambiare l'attuale legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni ha generato molte polemiche ma ha avuto sicuramente il pregio di riaprire il dibattito su una legge che personalmente considero pessima.
Sicuramente non posso non contestare il metodo seguito.
E' infatti assolutamente sbagliato cambiare una legge frutto di un referendum vinto addirittura con l'83% dei voti senza dare l'opportunità ai promotori di quel referendum ,o a nuovi soggetti, di raccogliere le firme e chiedere una nuova consultazione popolare. Infatti se venisse approvata in questi giorni la legge elettorale voluta dalla Casa delle libertà mancherebbero i tempi tecnici per il nuovo referendum e si costringerebbe gli italiani a votare con un sistema diverso da quello indicato nel '93.
Con una maggioranza schiacciante l'Europarlamento ha impedito che venisse introdotta anche in Europa una regolamentamentazione del software capace di annichilire le piccole e medie industrie operanti nel settore dell'innovazione tecnologica a tutto vantaggio delle multinazionali per lo più d'oltreoceano.
I referendum sono sempre un momento importante per la democrazia di un paese e quelli abrogativi rappresentano la prova del nove per i politici che attraverso un si o un no possono sapere se hanno fatto una legge che risponde al sentire della maggioranza delle persone da loro governate o se al contrario hanno in qualche modo mal usato il loro mandato.
E' evidente, posta questa premessa, che l'associazione inviti tutti ad
esprimere in maniera chiara ed incontrovertibile la propria volontà in un modo o in un altro.
Dopo questa premessa entriamo nel merito dei 4 quesiti referendari che data la loro carica di significati anche etici pongono a tutti dubbi e
perplessità. Nel rispetto di tutte le opinioni la nostra associazione
esprime le seguenti posizioni:
Molte case di produzione discografica e cinematografica stanno mettendo in
circolazione diversi cd e dvd contenenti misure tecnologiche che
impediscono la duplicazione del supporto. Alcuni di questi cd e dvd non
possono essere letti dal personal computer ovvero dal lettore cd
dell'auto.
Martedì 17 maggio il Senato dovrà discutere la mozione contro la
brevettabilità del software firmata da 99 Senatori di tutti gli
schieramenti politici. La nostra associazione fa appello a tutti i
Senatori affinché la approvino.
Mi trovo spesso a discutere con gli amici che furono protagonisti nel lontano 1995 dell'affermazione di Internet in Italia, piccoli provider, programmatori di sw open source, universitari, primi utenti e sempre qualcuno pone la fatidica domanda: perché le scelte che riguardano Internet non vedono mai coinvolto quello che usualmente viene chiamato il popolo della rete? In altre parole perché la comunità Internet non viene mai coinvolta seriamente nei processi decisionali? Perchè 100 allevatori padani sono capaci di dettare condizioni al governo e l'intero insieme di operatori ed utenti Internet no?
Bilancio di una polemica. Brevi osservazioni sul metodo di lavoro dalla
Commissione "Vigevano"
A distanza di qualche settimana dalla chiusura dei lavori della Commissione
costituita il 23 luglio 2004 presso il Ministero per l'innovazione
tecnologica e presieduta dal Cons. Vigevano, appare opportuno fare il punto
della situazione, anche alla luce della relazione finale della Commissione
Risposta della Commissione Europea all'esposto dell'associazione NewGlobal.it contro la legge Urbani
Inizia l'iter dell'esposto alla commissione Europea presentato il 25 ottobre 2004 dall'associazione NewGlobal.it contro la legge Urbani perchè adottata in palese contrasto con le direttive comunitarie in materia. Con una missiva, riportata a piè pagina, indirizzata all'Avv. Gianluca Navarrini componente del comitato scientifico dell'associazione NewGlobal.it e estensore dell'atto in questione i rappresentanti della Commissione Europea hanno confermato che il nostro esposto sarà esaminato alla luce del diritto comunitario.
Si tratta solo di un primo passo e per questo la nostra associazione mantiene alta la mobilitazione contro la legge Urbani e non rinucia a intraprendere ogni iniziativa sarà ritenuta utile. Ci lascia in ogni caso ben sperare l'evidentente consapevolezza a livello europeo della criticità del provvedimento fortemente voluto dal Ministro Urbani, consapevolezza che traspare chiaramente dall'allegato testo di risposta

